COMUNICATI STAMPA

Comunicato Stampa 27 dicembre 2024

 Il caso della paziente deceduta all’Ingrassia di Palermo. Bonsignore (Cimo Sicilia): “L’attesa in barella per diversi giorni non è un caso isolato ma la regola e la colpa non può e non deve ricadere sui medici”

 

La notizia di una paziente deceduta all’Ospedale Ingrassia di Palermo dopo avere atteso per otto giorni su una barella del Pronto Soccorso ha fatto il giro del web e dei telegiornali, anche nazionali. “A prescindere dalle cause di morte (ancora da accertare) e dalle condizioni di salute precedenti della paziente - dichiara il segretario regionale della Cimo (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) Giuseppe Bonsignore - è ovviamente un fatto triste e increscioso ma non è un caso isolato, non rappresenta l’eccezionalità bensì quasi sempre la regola perché, se andiamo in giro per i vari Pronto Soccorso della Sicilia, troveremo la stessa identica situazione: una lunga fila di barelle in attesa di un posto letto che non c’è e pazienti e familiari dei pazienti giustamente avviliti che sbraitano (ingiustamente) contro medici e infermieri che non sanno a che santo votarsi, affannati alla continua ricerca di un posto letto libero”.  “La figlia della paziente venuta a mancare all’affetto dei suoi cari - aggiunge Bonsignore -  ha denunciato l’accaduto in cerca di una giustizia postuma che tuttavia non le restituirà l’affetto perduto e, purtroppo, non servirà nemmeno ad evitare il ripetersi di situazioni analoghe. Sono state disposte anche delle ispezioni da parte dell’Assessorato Regionale della Salute, per fare luce su quanto accaduto e l’Assessora, Giovanna Volo, ha dichiarato che “fatti come questo addolorano e allarmano”. Che la morte di un paziente addolori chiunque dotato di un briciolo di umanità è vero, ma che sia il fatto in sé stesso ad allarmare le istituzioni sanitarie è poco credibile perché i campanelli di allarme sono da tempo sotto gli occhi di tutti e non si può far finta di niente per tutto l’anno per poi svegliarsi improvvisamente a Natale quando viene fuori la notizia scabrosa”. “Le ispezioni assessoriali - sottolinea Bonsignore - faranno tutto tranne ciò di cui c’è realmente bisogno, trovare le vere responsabilità e porvi rimedio. Con ogni probabilità verranno additati come responsabili i medici del Pronto Soccorso, colpevoli di non avere “inventato” un posto letto per la malcapitata paziente, un posto letto che non c’era in quei giorni e che continuerà a non esserci nei giorni a venire e i pazienti continueranno ad essere accasciati su scomode barelle in attesa che se ne liberi uno”. “Alla fine, gogna mediatica a parte - continua Bonsignore - i medici coinvolti, anche se tardivamente e a costi altissimi, non saranno  riconosciuti colpevoli di alcunché e la vicenda sarà un ricordo sbiadito dal tempo, mentre la politica tornerà alla sua occupazione preferita: utilizzare la Sanità in chiave elettorale e spartirsi poltrone senza pensare a risolvere i problemi veri che si ripercuotono inevitabilmente sulla salute dei cittadini. L’unico strascico che resterà sarà il dolore di una famiglia che cerca spiegazioni per un decesso che, non lo sappiamo, forse poteva essere evitato, ma che certamente non doveva accadere in condizioni disumane, dove la dignità della persona è diventata una chimera anche nel momento del trapasso”. “Alla figlia della povera paziente - conclude Bonsignore - vogliamo dire che è ingiusto sentirsi in colpa per avere portato la propria madre all’Ospedale Ingrassia e che sbaglia quando afferma che non andrà più in quell’Ospedale. Sbaglia, in buona fede, perché non sa che quanto accaduto all’Ingrassia poteva succedere in qualsiasi altro ospedale di Palermo e provincia perché non dipende dalla professionalità del medico di turno né dalla sua volontà di ricoverare una paziente bisognosa ma perché non ha proprio la possibilità di reperire un posto letto libero in uno dei Reparti del proprio ospedale”.

 

 

_________________________________

Addetto stampa Cimo Sicilia          

Salvo Messina                                                                         

Giornalista                        

Iscritto Odg Sicilia - tessera n. 70152                         

Cell. 338.6113548                

email: salvo.messina4@gmail.com 

Comunicato stampa 19 novembre 2024

 Domani, mercoledì 20 novembre, sciopero generale di 24 ore di medici, dirigenti sanitari, infermieri e altre professioni sanitarie. Bonsignore (Cimo Sicilia) denuncia: “La Regione Siciliana ‘scippa’ i soldi ai medici ospedalieri e questi continuano a fuggire nel privato”

 

Domani, mercoledì 20 novembre, sciopero generale di 24 ore di medici, dirigenti sanitari, infermieri e altre professioni sanitarie che manifesteranno a Roma in piazza Santi Apostoli (ore 12.00). “Questo sciopero assume una valenza maggiore in Sicilia dove il sistema sanitario è in maggiore sofferenza rispetto alle altre regioni d’Italia” - dichiara il segretario regionale della Cimo (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) Giuseppe Bonsignore. 

Per fronteggiare la gravissima crisi della sanità pubblica dovuta alla carenza di medici - continua Bonsignore - il Governo Meloni, sulla scia di quelli precedenti, ha messo in campo una serie di misure per rendere più allettante il lavoro negli ospedali pubblici ed evitare la continua emorragia di personale che sceglie di fuggire nel privato o all’estero. Si è scelto di puntare su incentivi economici che, visto che gli stipendi dei medici italiani sono agli ultimi posti della classifica europea, rappresentano pur sempre una piccola boccata d’ossigeno per i medici italiani pubblici. Per tutti i medici italiani? No, solo per quelli che operano al di la dello stretto di Messina”. 

Superato il braccio di mare tra Scilla e Cariddi, al momento col Traghetto della Caronte - aggiunge Bonsignore - la musica cambia radicalmente perché gli incentivi disposti dallo Stato e quindi previsti da norme di Legge e contrattuali, in Sicilia non arrivano nelle tasche dei destinatari, oppure accade ma a macchia di leopardo, con Aziende sanitarie che operano in maniera opposta rispetto alle altre, senza che l’Assessorato Regionale della Salute faccia nulla per porre rimedio e uniformare l’operato dei direttori generali nell’intera Regione”. “Un primo esempio - sottolinea Bonsignore - è la mancata o difforme applicazione del Decreto Legge n° 73 del 7 giugno 2024 che ha stabilito una parziale defiscalizzazione, con aliquota Irpef al 15%, delle cosiddette prestazioni aggiuntive che i medici sono chiamati a svolgere oltre l’orario di lavoro per fronteggiare la carenza di personale e anche lo smaltimento delle famigerate liste d’attesa. Il Decreto Legge, applicato nelle altre Regioni italiane da mesi, in Sicilia è stato oggetto di dubbi interpretativi da parte dell’Assessorato della Salute che poi si è espresso in maniera tutt’altro che chiara, tanto è vero che alcune Aziende sanitarie applicano la norma nazionale e altre no, anzi hanno perfino bloccato il pagamento del lavoro già svolto da mesi in attesa di un’illuminazione divina. Ma non è finita qui. Lo Stato italiano - continua Bonsignore - vista la drammatica carenza di medici nelle Aree di Emergenza degli ospedali italiani ha introdotto con la Legge di Bilancio del 2022 una indennità specifica per chi opera in Pronto Soccorso, con un finanziamento che è poi cresciuto con la successiva Legge di Bilancio del 2023 e che è stato ripartito in Sicilia alle varie Aziende con apposito Decreto Assessoriale. Quindi tutto risolto? No, Anche in questo caso alcune Aziende pagano, altre no. E l’Assessorato della Salute, come le stelle di Cronin, resta a guardare, nonostante le doverose segnalazioni inviate da parte sindacale”.

Per ultimo - evidenzia Bonsignore - la classica ciliegina sulla torta, cioè la parte più grave della disparità di trattamento a discapito dei medici ospedalieri siciliani: la Legge di Stabilità del 2018 aveva finanziato il recupero dei tagli indiscriminati dei Fondi contrattuali dei medici ospedalieri italiani con risorse che oseremmo definire corpose visti i tempi di vacche magre. Queste risorse economiche dovevano essere ripartite tra le varie Regioni italiane (ed è stato fatto da tempo) e poi le Regioni dovevano suddividere tali somme alle diverse Aziende sanitarie del proprio SSR. Anche questo passaggio è stato fatto da un bel pò, ovunque, tranne che in Sicilia. Negli anni dal 2019 al 2022 si sono accumulati nelle casse della Regione circa 19 milioni di euro che sarebbero dovuti finire nei Fondi contrattuali dei medici e dei sanitari degli ospedali pubblici ma che non sono mai arrivati a destinazione.” 

“Dove sono finite queste risorse? In quali capitoli di spesa sono stati “sviati” i milioni di euro che avrebbero dovuto costituire un parziale recupero di quanto perso dal 2010 ad oggi dai medici ospedalieri? Al momento non c’è traccia di quanto finora “scippato” ai medici siciliani - conclude Bonsignore - che ovviamente, continuano a fuggire, se possono, da un sistema sanitario pubblico che li spreme come i limoni e li offende e li discrimina non riconoscendogli nemmeno il dovuto che viene invece percepito dai colleghi di altre regioni italiane”.

_________________________________

Addetto stampa Cimo Sicilia          

Salvo Messina                                                                         

Giornalista                        

Iscritto Odg Sicilia - tessera n. 70152                           

Cell. 338.6113548                

email: salvo.messina4@gmail.com 

___________________________________

Facebook:  https://www.facebook.com/CimoMediciSicilia/

Instagram: https://www.instagram.com/cimo_medici_sicilia/                             

Twitter: @CimoSicilia email: cimo.sicilia@virgilio.it          

Sitowww.cimosicilia.org 

___________________________________

Cimo Segreteria Regionale Sicilia

Piazza V.Lanza n. 3 - 95123 Catania

Tel. 095.43.08.12

 

 

 

 

comunicato stampa del 3 ottobre 2024

Medici in fuga dall’Asp di Agrigento. Bonsignore (Cimo Sicilia): “Meglio dimettersi che lavorare senza regole. Sarebbe auspicabile un deciso intervento da parte dell’Assessorato Regionale della Salute che ha il compito di verifica e di controllo sulle varie Aziende sanitarie della Sicilia” 

All’Asp di Agrigento i medici chiedono da anni di vedersi assegnati gli incarichi dirigenziali previsti dal Contratto di Lavoro, di avere pagati i gettoni di guardia festiva, di vedere applicate le basilari regole e norme contrattuali e invece vengono sottoposti a trasferimenti illegittimi, sballottati da un angolo all’altro della Provincia in barba al rispetto delle norme vigenti”. Lo denuncia il segretario regionale di Cimo (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) Giuseppe Bonsignore che aggiunge: “Le richieste sindacali si susseguono ma le risposte continuano a non arrivare o, nel migliore dei casi, sono un compendio di arzigogoli che hanno il solo ed esclusivo scopo di negare l’evidenza ed eludere legittime istanze. A questo punto per i medici è meglio dimettersi che lavorare senza regole”. "Nel contesto di una sanità pubblica in crisi di personale sull’intero territorio nazionale e dove si cerca di reclutare medici e infermieri in ogni modo - evidenzia Bonsignore - ad Agrigento si va in controtendenza e, pur di continuare a gestire in maniera padronale la sanità locale, si preferisce perdere pezzi piuttosto che adeguarsi alle regole fondanti della pubblica amministrazione che dovrebbe essere improntata ai principi di buona fede e correttezza. Sarebbe auspicabile un deciso intervento da parte dell’Assessorato Regionale della Salute che ha il compito di verifica e di controllo sulle varie Aziende sanitarie della Sicilia, ma finora nulla si è mosso in tal senso”. “Il malessere lavorativo dei medici dipendenti dell’ASP di Agrigento, causato da una costante violazione di regole e norme contrattuali - sottolinea Bonsignore - è ben noto agli addetti ai lavori e la Segreteria Regionale CIMO della Sicilia nel corso degli ultimi anni si è vista costretta a segnalare diverse criticità all’Ispettorato del Lavoro che alla fine è intervenuto sanzionando a più riprese i responsabili delle violazioni, ma tutto questo non è servito a modificare il trend di un’amministrazione che sembra insensibile al rispetto delle basilari regole che dovrebbero caratterizzare il buon andamento della pubblica amministrazione”.  “La realtà della sanità agrigentina - continua Bonsignore - è infatti troppo permeata dai condizionamenti della politica locale e, a prescindere da chi viene messo a dirigere l’orchestra, la musica non cambia e se qualcuno prova a ribellarsi al “sistema” viene messo al suo posto a colpi di provvedimenti disciplinari illegittimi, oppure da un mobbing strisciante che rende la vita impossibile e la professione vissuta in maniera degradante tanto che a molti non resta altro da fare che dimettersi”. “È successo l’anno passato al Direttore del Pronto Soccorso di Agrigento, stanco di lottare contro i mulini a vento senza che l’Azienda abbia mai mosso un dito per risolvere i gravi problemi che venivano segnalati dal Primario. Sempre nel 2023 si sono dimessi anche tre ortopedici e tre cardiologi. Nel corso del 2024 sono fuggiti una serie di medici psichiatri, ultimo in ordine di tempo il Direttore della UOC Modulo Dipartimentale di Salute Mentale di Agrigento che ha deciso di gettare la spugna e lo ha fatto con una lettera inviata al Direttore Generale, Giuseppe Capodieci, che è un vero e proprio atto di accusa nei confronti dei “potenti” della sanità agrigentina”. Come Cimo Sicilia - conclude Bonsignore - continueremo a segnalare a chi di competenza le storture e le criticità che in atto regnano sovrane nella sanità agrigentina, nella speranza che prima o dopo certa politica si decida a fare un passo indietro e che le Istituzioni regionali intervengano una buona volta sulla governance di questa ASP allo sbando”.

_________________________________

Addetto stampa Cimo Sicilia          

Salvo Messina                                                                         

Giornalista                        

Iscritto Odg Sicilia - tessera n. 70152                           

Cell. 338.6113548                

email: salvo.messina4@gmail.com 

___________________________________

Facebook:  https://www.facebook.com/CimoMediciSicilia/

Instagram: https://www.instagram.com/cimo_medici_sicilia/                             

Twitter: @CimoSicilia email: cimo.sicilia@virgilio.it          

www.cimosicilia.org 

___________________________________

Cimo Segreteria Regionale Sicilia

Piazza V.Lanza n. 3 - 95123 Catania

Tel. 095.43.08.12

COMUNICATO STAMPA DEL 28 SETTEMBRE 2024

Decreto legge per il contrasto alla violenza su operatori sanitari. Bonsignore (Cimo Sicilia): “Chiediamo alla Regione risorse economiche da destinare a tale scopo, altrimenti sarà tutto carta straccia”

 

“Dopo tante aggressioni al personale sanitario degli ospedali italiani e dopo il danneggiamento o la distruzione di attrezzature sanitarie, finalmente il Governo nazionale, attraverso alcune modifiche del codice penale, inasprisce le pene e le sanzioni per coloro che si rendono responsabili di queste odiose fattispecie di reato ma probabilmente non basterà”. Lo dichiara il segretario regionale della Cimo Sicilia Giuseppe Bonsignore. “Intanto non possiamo non evidenziare - aggiunge Bonsignore - come il decreto presentato dal Consiglio dei Ministri anche se non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non prevede per l’attuazione delle misure introdotte neanche un euro in più. Ci si chiede quindi chi e con quali risorse farà fronte al necessario impegno economico legato alla prevista implementazione dei sistemi di videosorveglianza, indispensabili per l’identificazione degli eventuali aggressori e per dar seguito alla nuova previsione di legge sull’arresto in flagranza di reato anche differita entro le 48 ore”. “Più volte - sottolinea Bonsignore - abbiamo chiesto alla Regione e alle Aziende sanitarie della Sicilia un deciso intervento per porre rimedio alla fatiscenza dei nostri ospedali colabrodo dove chiunque può accedere senza filtri e senza controlli, libero di spadroneggiare all’interno delle strutture sanitarie, aggredendo gli operatori e danneggiando attrezzature, ma le risposte sono state scarse o assenti”.“Se la Regione e le Aziende non metteranno in campo risorse economiche ad hoc per incrementare i servizi di portierato e vigilanza armata e, soprattutto, quelli di videosorveglianza - continua Bonsignore - le misure in via di adozione da parte del Governo Meloni, rischiano di trasformarsi nell’ennesimo flop, medici e infermieri continueranno a prendere le bastonate e i colpevoli resteranno quasi sempre impuniti”. “Chiediamo quindi al Presidente Schifani, all’Assessore della Salute Giovanna Volo e ai vertici di tutte le Aziende Sanitarie della Sicilia di attivarsi immediatamente e farsi garanti della sicurezza e della salute dei propri operatori sanitari e della conservazione delle proprie strutture sanitarie. Per ottenere questo - conclude Bonsignore - ci vogliono risorse economiche da destinare a tale scopo, altrimenti sarà tutto carta straccia”.

 

 

__________________________________

Addetto stampa Cimo Sicilia          

Salvo Messina                                                                       

 Giornalista                        

 Iscritto Odg Sicilia - tessera n. 70152                           

 Cell. 338.6113548                

email: salvo.messina4@gmail.com 

___________________________________

Facebook:  https://www.facebook.com/CimoMediciSicilia/

Instagram: https://www.instagram.com/cimo_medici_sicilia/                            

 Twitter: @CimoSicilia email: cimo.sicilia@virgilio.it          

www.cimosicilia.org 

___________________________________

Cimo Segreteria Regionale Sicilia

Piazza V.Lanza n. 3 - 95123 Catania

Tel. 095.43.08.12

Comunicato Stampa 9 agosto 2024

 

Pronto Soccorso di Patti, frattura ad una gamba steccata con un cartone per rifiuti speciali. Bonsignore (Cimo Sicilia): “Non vorremmo che oggi, dopo i turni massacranti dovuti alla carenza di personale e dopo i calci e i pugni che medici e infermieri si beccano dai “pazienti”, arrivi pure lo schiaffo beffardo di chi solo oggi sembra accorgersi dei problemi della nostra derelitta sanità pubblica”

“Non siamo qui a difendere l’indifendibile. Se medici e infermieri hanno sbagliato è giusto che si assumano le proprie responsabilità, ma non vorremmo che oggi, dopo i turni massacranti dovuti alla carenza di personale e dopo i calci e i pugni che si beccano dai “pazienti”, arrivi pure lo schiaffo beffardo di chi solo oggi sembra accorgersi dei problemi della nostra derelitta sanità pubblica”. Lo dichiara il segretario regionale di Cimo (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri) Giuseppe Bonsignore, in risposta alla conferenza stampa che ha avuto come oggetto l’intervento effettuato al Pronto Soccorso di Patti balzato agli onori delle cronache per la frattura ad una gamba steccata con un cartone per rifiuti speciali. “Le dichiarazioni fatte nel corso di una conferenza stampa dal direttore generale della ASP di Messina, Giuseppe Cuccì, e dall’Assessore della Salute, Giovanna Volo - sottolinea Bonsignore - sono nette e non ammettono repliche, se mancavano i presidi sanitari corretti, se non c’era la stecca, la colpa è di medici e infermieri”. “Oggi - aggiunge Bonsignore - sembra emergere qualche incongruenza nelle dichiarazioni ufficiali: da un lato vengono sospesi la capo sala del Pronto Soccorso di Patti e il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero perché mancavano le stecche, dall'altro viene asserito che la responsabilità è della dottoressa di turno perché ha “scelto” liberamente di steccare il paziente col cartone al posto di utilizzare le stecche d’ordinanza. Ma, delle due l’una, o le stecche c’erano e quindi non andavano incolpati la capo sala e il direttore medico dell’ospedale oppure le stecche non c’erano e allora non va incolpato il medico del Pronto Soccorso”. “E siamo sicuri - continua Bonsignore - che Capo Sala e Direttore medico non avevano mai chiesto le famose stecche? Perché, purtroppo, spesso accade che tra le richieste di materiale e l’arrivo dello stesso passa del tempo, tanto tempo, e la colpa non può certo ricadere sul personale sanitario ma forse andrebbe ricercata in inefficienze organizzative e gestionali di altro livello”. Fatti incresciosi come questo - sottolinea Bonsignore - probabilmente ne accadono a bizzeffe ma vengono ignorati perché, quasi sempre, non raggiungono la ribalta mediatica, rimanendo confinati all’interno, tra i cosiddetti addetti ai lavori. In questi casi nessuno parla, nessun provvedimento, nessun correttivo. Ma quando i media riportano la notizia giorno dopo giorno, allora uno dei tanti casi di inefficienza organizzativa e gestionale diventa il caso dell’estate, con politici e direttori generali che saltano sulla sedia urlando come indemoniati. Comincia la battuta di caccia al capro espiatorio, con tanto di conferenza stampa dello Stato Maggiore della Sanità siciliana proprio a ridosso di Ferragosto”. “Non sappiamo ancora con certezza assoluta cosa sia realmente accaduto al Pronto Soccorso di Patti perché ancora oggi dopo vari giorni le notizie, a dispetto della sontuosa conferenza stampa agostana, appaiono incomplete e contraddittorie. Qualcuno al Pronto Soccorso di Patti ha “steccato” - conclude il segretario di Cimo Sicilia - ma ancora non è del tutto chiaro chi sia il responsabile della nota stonata”.

 

__________________________________

Addetto stampa Cimo Sicilia          

Salvo Messina                                                                       

 Giornalista                        

Iscritto Odg Sicilia - tessera n. 70152                           

Cell. 338.6113548                

email: salvo.messina4@gmail.com 

___________________________________

Facebook:  https://www.facebook.com/CimoMediciSicilia/

Instagram: https://www.instagram.com/cimo_medici_sicilia/                            

 Twitter: @CimoSicilia

 email: cimo.sicilia@virgilio.it          

www.cimosicilia.org 

___________________________________

Cimo Segreteria Regionale Sicilia

Piazza V.Lanza n. 3 - 95123 Catania

Tel. 095.43.08.12