COMUNICATI STAMPA

COMUNICATO STAMPA 6 GENNAIO 2026

 L’influenza mette in ginocchio gli ospedali siciliani. Bonsignore (CIMO Sicilia): “Inutile oggi sparare nel mucchio o prendersela col capro espiatorio di turno. È un gioco di bassa politica che forse cela altro tipo di esigenze non soltanto mediatiche”

Nelle ultime due settimane l’incidenza delle sindromi influenzali ha fatto registrare in Italia un deciso balzo in avanti, con un picco che è coinciso con le feste di Natale e Capodanno e la Regione Sicilia a fare da capofila per numero di casi nell’ultima settimana.  “La nostra Regione quest’anno è stata quindi particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla Campagna vaccinale e ad una elevata virulenza, manifesta oggi tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi che si sono riversati in un periodo ristretto nei già sofferenti Ospedali siciliani e, ovviamente, nei Pronto Soccorso che sono letteralmente andati in tilt e che hanno tenuto solo per la consueta abnegazione di tutto il personale impegnato nell’emergenza, al lavoro con doppi e tripli turni mentre altri festeggiano e brindano”. Così, in una nota, Giuseppe Bonsignore, Segretario Regionale CIMO.  “Oggi ci si chiede il perché delle lunghe attese nelle Aree di emergenza siciliane e di qualche Ospedale in particolare - afferma Bonsignore -  domanda lecita se a porla è il non addetto ai lavori, meno tollerabile quando il quesito viene posto da chi ci governa che dovrebbe conoscere perfettamente la situazione strutturale e le carenze degli ospedali siciliani, il puntuale venire meno dell’apporto del privato accreditato durante le feste natalizie e una insufficiente assegnazione di posti letto per acuti alle strutture pubbliche”. “Si parla da quasi due anni della nuova Rete Ospedaliera - aggiunge il segretario di Cimo Sicilia - ma alla fine se ne sono perse le tracce ma proprio il grave disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la Rete con una distribuzione dei posti letto più confacente alle esigenze di salute dei cittadini e non alla spartizione di una torta che alla fine sembra risultare indigesta”. “Inutile oggi sparare nel mucchio o prendersela col capro espiatorio di turno. È un gioco di bassa politica - conclude Bonsignore - che forse cela altro tipo di esigenze non soltanto mediatiche, quando invece ci vorrebbe una grande dose di coerenza e serietà soprattutto quando si parla della salute pubblica”.

 

 

 

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Comunicato stampa 2 ottobre 2025

 

Arriva il Decreto assessoriale su aumento delle tariffe al personale del 118. Bonsignore (CIMO Sicilia): “Soddisfazione per primo passo verso l’allineamento alle altre Regioni”

 

“Diamo atto all’Assessore Daniela Faraoni e al Dirigente Generale Salvatore Iacolino di aver tenuto fede agli impegni assunti e auspichiamo di avviare, nel corso del 2026, una nuova trattativa sindacale per centrare pienamente gli obiettivi che ci eravamo prefissati che sono quelli di allineare le tariffe del 118 a quelle nazionali”. Così, in una nota, Giuseppe Bonsignore, Segretario Regionale CIMO commenta il recente Decreto assessoriale (n. 1015 del 25 settembre 2025) in cui si concretizzano gli accordi raggiunti nel luglio scorso tra Assessorato regionale della Salute e Organizzazioni sindacali della dirigenza e del comparto relativi all’incremento delle tariffe che vanno a remunerare il lavoro del personale che opera nell’ambito del 118. Dopo le polemiche estive e il braccio di ferro tra Regione e Sindacati, alla fine si era raggiunto un accordo ponte, rinviando al 2026 la discussione sul traguardo dell’allineamento delle tariffe a quelle delle altre Regioni italiane. “Intanto – aggiunge Bonsignore - non possiamo che esprimere una certa soddisfazione per i risultati raggiunti dal momento che le tariffe che vanno a remunerare il personale di un settore nevralgico della Sanità siciliana erano ferme al palo da troppo tempo”. “Siamo fiduciosi - conclude - nel proseguo del confronto, su questo e su altri temi rilevanti, con l’Assessore Faraoni e il Dirigente Generale Iacolino che hanno finora dimostrato apertura al dialogo e disponibilità nel recepimento delle istanze di parte sindacale”.         

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Comunicato stampa 31 agosto 2025

“Premi record” all’Asp di Palermo, Bonsignore (Cimo Sicilia): “Sembra paradossale puntare il dito contro dirigenti medici e sanitari, falsamente accusati di guadagni esagerati quando invece sono le prime vittime dell’ennesima stortura amministrativa di una Sanità regionale che anche sotto quest’aspetto stenta ad allinearsi alla realtà nazionale”

 

“Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare dei cosiddetti “premi record” dati all’Asp di Palermo tanto al personale dirigenziale quanto a quello del Comparto Sanità (infermieri, tecnici e amministrativi) e si è fatto quasi passare il messaggio di dipendenti ingiustamente premiati. Niente di più falso”. Così, in una nota, il segretario regionale della Cimo Sicilia Giuseppe Bonsignore.    “Certo, ha fatto scalpore - evidenzia Bonsignore - leggere alcune cifre considerate da capogiro erogate in particolare ai dirigenti medici e soprattutto a Primari e Capi Dipartimento (da 27.000 euro a circa 32.000 euro), cifre che hanno fatto storcere il naso ai colleghi di altri ospedali che percepiscono premi di produttività estremamente più bassi (tra i 1.000 e i 3000 euro in media). Intanto va detto e spiegato che le risorse economiche che sono servite a pagare questi premi non sono a carico dei Bilanci aziendali ma vengono reperite nei Fondi contrattuali; in parole povere sono soldi contrattualmente già destinati e vincolati alla retribuzione del personale solo che all’Asp di Palermo vengono male utilizzati e non a vantaggio bensì a scapito della gran parte degli stessi dirigenti medici che si credono beneficiati da questo premio “inaspettato” ma che in realtà vengono danneggiati. Infatti le risorse che sono state erogate come premio incentivante (non pensionabile) - aggiunge Bonsignore - sarebbero dovute essere corrisposte mensilmente come retribuzione legata agli incarichi dirigenziali (pensionabili) che per Contratto di Lavoro vanno attribuiti a tutti i dirigenti medici ma che all’Asp di Palermo vengono dati oltre che ai Primari soltanto a pochi eletti (Strutture Semplici e Dipartimentali). Il Contratto Nazionale di Lavoro - sottolinea Bonsignore - prevede che “eventuali residui” presenti a fine anno nel Fondo per gli Incarichi vanno redistribuiti con il premio di produttività, ma all’Asp di Palermo i residui non sono eventuali ma vengono di fatto programmati da una azienda che da anni è inadempiente nella attribuzione degli incarichi professionali ai dirigenti medici e sanitari. C’è anche il problema dei Fondi contrattuali da equiparare tra le varie Aziende sanitarie della Regione, chiesto più volte negli ultimi anni all’Assessorato Regionale della Salute senza tuttavia avere avuto ad oggi riscontri concreti. Sembra paradossale - conclude Bonsignore - puntare il dito contro dirigenti medici e sanitari, falsamente accusati di guadagni esagerati quando invece sono le prime vittime dell’ennesima stortura amministrativa di una Sanità regionale che anche sotto quest’aspetto stenta ad allinearsi alla realtà nazionale”.

 

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comunicato stampa 13 gennaio 2025

Medico e operatori sanitari aggrediti nel reparto di pediatria dell’Ospedale di Biancavilla. La solidarietà della CIMO Sicilia: “ancora un’insensata aggressione al personale sanitario. Chiediamo che siano attuate in ogni struttura sanitaria le necessarie misure di prevenzione e vigilanza”

 

La CIMO ribadisce con forza la condanna di ogni forma di violenza, fisica o verbale, nei confronti degli operatori sanitari ed esprime piena solidarietà alla collega ed agli operatori dell’Ospedale di Biancavilla aggrediti nel reparto di pediatria da una donna, poi arrestata grazie al pronto intervento del Carabinieri”. Lo scrive, in una nota, il segretario regionale amministrativo della Cimo Sicilia Renato Passalacqua. “La continua escalation delle aggressioni - sottolinea Passalacqua - crea grande disagio e preoccupazione ripercuotendosi sulla serenità e sulla lucidità necessaria per svolgere il fondamentale e delicato lavoro cui sono preposti. La violenza contro gli operatori sanitari - aggiunge Passalacqua - è un fenomeno inaccettabile e vergognoso che richiede misure immediate e concrete per garantire la sicurezza di chi, ogni giorno, è in prima linea per prendersi cura della salute dei cittadini. Questi episodi, ormai quotidiani, non sono soltanto atti sconsiderati ma rappresentano un oltraggio all’intera società civile e a tutto il Sistema Sanitario. Resta da capire come è possibile che individui riescano facilmente ad introdursi nelle divisioni di un ospedale, ove è anche presente un servizio di vigilanza, con grave rischio per l’incolumità del personale, dei pazienti e causando danni di beni materiali e suppellettili della struttura sanitaria. Come CIMO a tutela dei medici e degli operatori sanitari nonché della salute dei cittadini - conclude Passalacqua - chiediamo che siano attuate in ogni struttura sanitaria le necessarie misure di prevenzione e vigilanza e che questi atteggiamenti violenti siano tempestivamente perseguiti a norma di legge e senza sconti”.

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COMUNICATO STAMPA 11 GENNAIO 2025

 Bonsignore (Cimo Sicilia) interviene sulle dimissioni del Direttore Sanitario di Villa Sofia – Cervello: “da Cavaliere della Repubblica a Re degli incompetenti. C’è qualcosa che stride, i conti non tornano. Forse, dietro, c’è dell’altro. Se qualcuno ha in mente di finire di sgretolare il sistema sanitario pubblico ci stiamo avvicinando a grandi passi all’obiettivo finale”

 

Apprendiamo dagli organi di stampa delle dimissioni del Direttore Sanitario di Villa Sofia – Cervello, Aroldo Rizzo, giunte all’indomani di un breve, ma a quanto pare denso di contenuti, confronto col Presidente della Regione, Renato Schifani”. Così, in una nota, il segretario regionale della Cimo Sicilia Giuseppe Bonsignore.  “Sono giorni di profonda amarezza - aggiunge Bonsignore - quelli che stanno vivendo tutti gli operatori sanitari dei due ospedali cittadini oggi additati come una delle peggiori realtà sanitarie esistenti, con un’esposizione mediatica negativa mai registratasi prima d’ora.  La stessa amarezza che traspare chiaramente dalle parole scelte dal Direttore Sanitario nel porgere le proprie dimissioni al Direttore Generale Roberto Colletti, in cui respinge con fermezza le accuse di “incapacità e inadeguatezza” ma che “per dignità” sceglie di rimettere il proprio mandato”. “Nei giorni a cavallo di Capodanno e in quelli immediatamente successivi - evidenzia Bonsignore - i riflettori dei mezzi di informazione sono stati accesi sull’ortopedia di Villa Sofia grazie al blitz del Presidente Schifani, chiamato in causa da una telefonata di un suo conoscente in attesa di intervento chirurgico, e precipitatosi a verificare lo stato delle cose, rimarcando poi che c’erano ben quattordici pazienti in attesa di essere operati in ortopedia ma omettendo di evidenziare come nell’intero mese di dicembre i posti letto complessivi di ortopedia di Palermo e Provincia si sono più che dimezzati per la improvvisa indisponibilità di quelli delle cliniche private accreditate che a fine anno, come sempre accade, esauriscono il budget e chiudono i battenti senza che le istituzioni sanitarie abbiano mai fatto nulla per scongiurarlo”. “Subito dopo il blitz di Schifani - continua Bonsignore - è arrivata la notizia del decesso per polmonite di un paziente in attesa di intervento chirurgico per una frattura alla spalla e che proprio per la patologia concomitante non era più stato operato. Immediatamente, il Presidente Schifani ha tuonato di essere in cerca dei responsabili, anche se allo stato non è stata acclarata nessuna colpa medica per il decesso del paziente e ci vorrà del tempo per poterlo accertare, però intanto si cercano i colpevoli. La notizia ha fatto il giro dei canali di informazione anche fuori Regione scatenando una vera e propria gogna mediatica e, quando il popolo è assetato di sangue, il potere deve accontentarlo, deve dargli il capro espiatorio che a quanto pare oggi è stato identificato nel Direttore Sanitario”. “Quello stesso Direttore Sanitario - sottolinea Bonsignore - che non più tardi di due anni fa era stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per tutto il lavoro svolto durante la pandemia da Covid 19 e che oggi viene additato come il Re degli incompetenti e unico responsabile di uno sfascio organizzativo e strutturale non di una sola Azienda ma dell’intero sistema sanitario regionale. C’è qualcosa che stride, i conti non tornano. Forse, dietro, c’è dell’altro”. “Non possiamo che dissentire profondamente da come questa vicenda sia stata gestita dalla politica regionale che oltretutto sta finendo per determinare un ulteriore incrinatura della già scarsa fiducia dei cittadini nei confronti della sanità pubblica siciliana e una crescente demotivazione di un’intera categoria che già prima di questi episodi era poco attratta dal lavoro nelle Aree di emergenza e nelle discipline chirurgiche e che da domani lo sarà ancora meno. Se qualcuno ha in mente di finire di sgretolare il sistema sanitario pubblico - conclude Bonsignore - ci stiamo avvicinando a grandi passi all’obiettivo finale”.

 

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